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MICROBI ALLEATI DEI PROFUMI

Lo sapevate che saranno sempre più utilizzati dei microbi per creare i profumi?

Ebbene si, alcuni microrganismi aiutano a sintetizzare molecole da zero e attivano una biotrasformazione di alcune materie prime relativamente economiche e a basso impatto. Utilizzare microbi per la sintesi e la produzione di oli e fragranze, quindi, limiterebbe l’estrazione delle fonti naturali riducendo l’impatto ambientale e diminuirebbe la sintesi chimica che, sebbene relativamente poco costosa, può richiedere catalizzatori tossici o l’utilizzo di alte pressioni e temperature. Gli esempi più comuni per i quali sono utilizzati microbi è per la creazione di aromi simili al limonene e al patchouli.

Nello specifico il limonene è ottenuto come sottoprodotto dell’industria degli agrumi e ha un aroma di agrumi unico con un forte odore di arancia comunemente incorporato in molti prodotti per la pulizia, cosmetici e profumi. Tuttavia, i prezzi degli agrumi, dell'olio di agrumi e del limonene fluttuano e aumentano costantemente e la scala di produzione del limonene completamente sintetico è limitata. È quindi vantaggioso produrlo utilizzando alcuni microrganismi geneticamente modificati, come Escherichia coli e Saccharomyces cerevisiae.

Il patchouli, invece, è una fragranza legnosa, balsamica e canforata utilizzata per incenso, saponi, candele e altri prodotti per la casa. Nel 2010 l'olio di patchouli è diventato scarso perché il tempo piovoso in Indonesia, uno dei principali produttori, ha portato a un raccolto scarso della pianta (Pogostemon cablin) ed è possibile estrarre solo da 2,2 a 3,8 kg di olio da 100 kg di foglie di patchouli essiccate. Ecco perché alcune aziende biotech hanno iniziato a utilizzare lieviti e batteri modificati per produrre il patchouli, un terpene responsabile del tipico aroma di patchouli . Nel 2014, Firmenich ha lanciato Clearwood, un prodotto patchouli ricco e leggermente profumato per l'industria dei profumi prodotto attraverso la biotecnologia microbica.

Ma non è tutto: anche per il profumo di rosa si sta attivando l’utilizzo di microbi tramite dalle quali si può ottenere la bioconversione di 2-fenilalanina in 2-feniletanolo utilizzando ceppi di lievito geneticamente modificati come Kluyveromyces marxianus e Saccharomyces cerevisiae .

Stesso concetto per la lavanda per la quale si utilizzano ceppi di diversi microrganismi come Saccharomyces cerevisiae, Yarrowia lipolytica, Escherichia coli e Pantoea ananatis.

La produzione sostenibile sta infine interessando anche la produzione dell’aroma derivante dal legno di sandalo: gli sforzi di ingegneria metabolica hanno prodotto ceppi geneticamente modificati di Saccharomyces cerevisiae che producono grandi quantità di α- e β-santalolo , due dei componenti principali dell'olio essenziale di sandalo che conferiscono aromi legnosi, dolci, caldi e balsamici.

Insomma, avanti tutta per l’ingegneria metabolica che ci aiuterà a preservare le riserve naturali ed a mantenere immutabile il consumo globale di fragranze e profumi grazie all’utilizzo di microbi!


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